"La cultura mafiosa si sconfigge con la continuità, la condivisione e la corresponsabilità dell’impegno. Ed è proprio questa la richiesta – da ascoltare nell’intimo della coscienza – che ci viene, per tramite dei famigliari, dalle vittime delle mafie. Quelle persone non sono morte per essere ricordate una volta all’anno, o per vedere scritto il loro nome su una targa o su una lapide, ma per un ideale di pace e di giustizia che sta a noi realizzare. La consapevolezza è stimolare la corresponsabilità, perché le mafie non sono un problema circoscritto, esclusivo di una o più Regioni, ma mali annidati – e alimentati – dalla corruzione morale e materiale di un intero Paese. Lo slancio e l’impegno di tante esperienze di Comunità che cercano di saldare il Cielo e la Terra, la dimensione spirituale e l’impegno sociale e civile. Il contrasto alle mafie comporta anche un impegno rivolto alle cause sociali, culturali e economiche del fenomeno mafioso. Questo significa riduzione della povertà e delle disuguaglianze sociali, investimento nella scuola e nel lavoro. La lotta alle mafie e alla corruzione, che delle mafie è l’incubatrice, comincia dall’affermazione dei diritti, cioè da una maggior giustizia sociale e tutela della dignità delle persone. Questa è ancora una volta una giornata di memoria ma la memoria deve tradursi tutti i giorni in responsabilità e impegno altrimenti è solo retorica" Don Luigi Ciotti.
